Sai leggere la data di scadenza?

Saper leggere correttamente la data di scadenza di un alimento permette di ridurre gli sprechi senza correre alcun rischio per la salute. Esiste infatti una bella differenza tra “consumare entro” e “consumare preferibilmente entro” e non sempre tutti i cibi scaduti sono da buttare. L’indicazione di una data di scadenza ben precisa in etichetta significa che quel prodotto non può essere consumato oltre quel termine, se in etichetta, invece, troviamo la dicitura da consumarsi preferibilmente, ciò sta ad indicare che è possibile mangiarlo anche qualche giorno dopo. Ad ogni modo bisogna sempre verificare lo stato del prodotto e in presenza di cattivi odori, muffe o macchie è bene buttarlo.

Secondo il Libro Bianco della sicurezza alimentare in generale i cibi con data di scadenza perentoria sono quelli maggiormente deperibili come latte fresco, uova, yogurt, ricotta, pasta fresca, la carne ed il pesce. In questi casi non dobbiamo scherzare: è in gioco la salute. I prodotti da forno (pane e focaccia), la pasta, prodotti di pasticceria freschi, la frutta e la verdura (se non sbucciate o tagliate) sono prodotti più a lunga conservazione e che riportano in etichetta la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. In questi casi si tratta di un “tempo minimo di conservazione” (TMC), che non implica automaticamente la “morte” del prodotto, ma ne compromette le caratteristiche organolettiche, ossia la perdita di gusto/sapore.

Ricordiamo che i prodotti scaduti, per legge, non sono più in alcun modo commerciabili e che il consumo potrebbe provocare delle serie intossicazioni alimentari.