Lotta allo spreco alimentare: le nuove tecnologie

La lotta allo spreco alimentare è divenuta oggi una delle sfide più importanti su cui l’intera galassia del food è chiamata a rispondere. Sapevate che per i dettaglianti di generi alimentari gli sprechi potrebbero rappresentare un’opportunità di profitto pari a 14,7 miliardi di euro? Il dato sta facendo riflettere sempre più gli addetti al settore, tanto che in Italia negli ultimi anni è cresciuta gradualmente l’intensità con cui vengono recuperate le eccedenze di cibo. Merito di una maggiore consapevolezza che sta consentendo la diffusione sempre più capillare di pratiche e tecnologie innovative in grado di prevenire e recuperare parte di quella elevatissima mole di sprechi alimentari.

Dai nuovi materiali per l’imballaggio (in grado di garantire una maggior durata degli alimenti) alle nuove tecnologie digitali (per ottimizzare i processi aziendali e migliorare la gestione delle scorte alimentari), passando per le donazioni di alimenti a favore di organizzazioni e associazioni che operano nel terzo settore. Volendoci soffermare sulle nuove tecnologie digitali, la standardizzazione delle etichette, la determinazione dinamica dei prezzi e la gestione avanzata dell’inventario sembrano essere gli strumenti più efficaci, mentre sono in costante crescita i servizi via App (condivisione del giro di consegne e blockchain per registrare la catena di conservazione).

Per questo la collaborazione tra imprese, startup e organizzazioni non profit gioca un ruolo fondamentale per la riduzione dello spreco alimentare e per la sostenibilità della filiera nel suo complesso. L’obiettivo consiste nell’acquisire un modello completamente diverso di conservazione e distribuzione alimentare, che garantisca sostenibilità, inclusività e circolarità. Le tecnologie più importanti attualmente attive nel nostro Paese sono rappresentate dalle piattaforme web e dalle applicazioni per smartphone, che hanno consentito la nascita e lo sviluppo di vere comunità online dedite al recupero degli alimenti in eccesso e alla loro redistribuzione.

Menzione a parte merita la blockchain, già adottata da alcuni colossi del settore alimentare. Si tratta di un sistema in grado di tracciare i dati della catena di approvvigionamento alimentare da un’azienda agricola al negozio quasi in tempo reale, consentendo di risalire alle origini del cibo e rendendo più facile l’identificazione di malattie trasmesse da alimenti e la prevenzione nella diffusione di prodotti contaminati, garantendo controlli di sicurezza lungo tutta la filiera. Una sorta di monitoraggio alimentare che potrebbe preservare anche il nostro caro vecchio “Made in Italy”.