Il MENU’ DI PASQUA DELLA TRADIZIONE PALERMITANA

Si avvicina la Pasqua, un momento da trascorrere con familiari ed amici all’insegna della convivialità. Per questa occasione speciale, lo Chef Massimiliano Sala ha voluto condividere con noi ecofooder i suoi ricordi e un Menù di Pasqua legato alla tradizione palermitana.

Oggi vorrei condividere con voi i ricordi legati al pranzo di Pasqua. Tra i ricordi culinari familiari, riaffiorano infatti momenti indelebili legati all’avvicinarsi delle festività.

Fin da adolescente, sono stato incuriosito e attratto dalle pietanze tradizionali: non soltanto per il piacere di gustarle, ma soprattutto per la vera e propria arte e maestria della preparazione.

Ricordo che spesso mi intrufolavo dentro la cucina di mia nonna, regno invalicabile delle cuoche di famiglia, al quale potevano accedere soltanto alcuni uomini. Mio nonno, ad esempio, incaricato di tagliare il caciocavallo a fiammifero sottilissimo, da utilizzare per il pane ca’ meusa (che in casa Basile mai mancava!).

La mamma, la nonna, le zie erano tutte lì con il proprio grembiule, coloratissimo, ognuna con un compito ben preciso. Con la scusa di osservare mio nonno all’opera, timidamente cercavo di farmi affidare un incarico da mia madre. Ricevuto finalmente l’agognato incarico, non si trattava certo di rosolare o utilizzare i fornelli, bensì semplicemente di tagliare le fragole a pezzettoni. Possiamo dire che fu un discreto approccio…

Dopo aver svolto il mio compito, mi trattenevo a gironzolare per la cucina, osservando le varie fasi di preparazione del pranzo Pasquale. Finalmente, dopo svariate ore di preparazione, si cominciavano quindi a impiattare le portate che avrebbero imbandito la tavola.

Ed eccolo, il menù di Pasqua secondo la tradizione palermitana.

Si comincia con gli antipasti:

olive cunzate, salumi e formaggi, caponata, cardi in pastella (pastella con lo zucchero per noi ragazzini).

A seguire – tra una chiacchiera e l’altra – una delle zie, l’addetta alla preparazione del primo, porgeva la pasta ai presenti, a partire dal capo tavola.

E i protagonisti del pranzo di Pasqua non potevano che essere loro, naturalmente:

gli anelletti di pasta al forno.

Il pranzo si prolungava e il tempo trascorreva piacevolmente. A questo punto, tutti erano pronti per l’ingresso del tanto atteso secondo piatto:

Capretto al forno con patate

Brociolone (falso magro) di Capretto in umido

Che bontà!

Già ben soddisfatti, si conservava sempre uno spazietto per il dolce. Ed eccolo dunque entrare in scena.

Cassata siciliana decorato barocca

– Un gregge di pecorelle alla mandorla, ripiene di pistacchi.

Poi, per finire, per noi ragazzini arrivava il momento tanto atteso: l’apertura dell’uovo di cioccolato, impazienti di scoprire quale sorpresa contenesse.

E così, con semplicità e convivialità, si trascorrevano le Sante feste nelle famiglie Palermitane. Un momento di festa tra chiacchiere, barzellette e sorrisi smaglianti che allietavano i volti dei commensali.